
Gli ispettori del Ministero della Salute inviati a Trento all'inizio di luglio hanno esaminato il clima nel reparto di ginecologia, in cui lavorava come dottoressa Sara Pedri, scomparsa nel nulla il 4 marzo: sono emersi frequenti episodi di vessazione e mobbing da parte dell'allora primario, Saverio Tateo.
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