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Luca Morisi indagato per cessione di droga. Il guru social di Salvini si difende: “Nessun reato, ma ho fragilità esistenziali irrisolte”

Appena pochi giorni fa, il suo addio come capo della Bestia, la macchina dietro ai profili social di Matteo Salvini, aveva colto tutti di sorpresa. Oggi, Luca Morisi risulta indagato dalla Procura di Verona per cessione e detenzione di stupefacenti, secondo quanto affermato da fonti investigative sentite dall’Adnkronos.

Repubblica e Corriere scrivono che il guru della comunicazione, fino a poche ore fa al servizio del leader della Lega, aveva nella sua cascina a Belfiore, in provincia di Verona, una sostanza liquida rintracciata e sequestrata dai Carabinieri, mentre tre ragazzi fermati dalle forze dell’ordine nell’agosto scorso hanno raccontato di aver fatto scorta di sostanze stupefacenti proprio da lui. Ed è proprio su queste sostanze che gli investigatori stanno svolgendo le dovute verifiche.

Non è ancora chiaro, quindi di quale sostanza si tratti e i risultati delle analisi sui campioni raccolti dalle forze dell’ordine possono fare la differenza fra la commissione di un reato o meno. Nel caso, per ipotesi, che si tratti infatti di Gbl, comunemente definita “droga dello stupro”, la sola detenzione di questo liquido rappresenterebbe un reato. Diversa la situazione se, invece, si trattasse di altra sostanza, alcune delle quali legali in Italia, cosa che giustificherebbe le dichiarazioni rilasciate successivamente alla diffusione della notizia proprio da Morisi che ha assicurato: “Nessun reato”. Una di queste è ad esempio quella che comunemente viene chiamata Popper: si tratta di un liquido che può essere assunto sniffandone i fumi e disponibile nei sexy shop. In passato ha riscosso successo sia tra i frequentatori di locali, visto che poteva essere usato per riaccentuare e prolungare gli effetti di altre droghe, come l’ecstasy, che come prodotto usato a scopi sessuali, essendo anche un potente vasodilatatore e rilassatore muscolare.

Poche ore dopo la diffusione della notizia delle indagini a suo carico, il diretto interessato ha spiegato le sue ragioni in una nota: “Non ho commesso alcun reato – ha specificato immediatamente – ma la vicenda personale che mi riguarda rappresenta una grave caduta come uomo. Chiedo innanzitutto scusa per la mia debolezza e i miei errori a Matteo Salvini e a tutta la comunità della Lega, a cui ho dedicato gli ultimi anni del mio impegno lavorativo, a mio padre e ai miei famigliari, al mio amico di sempre Andrea Paganella a fianco del quale ho avviato la mia attività professionale, a tutte le persone che mi vogliono bene e a me stesso”. L’esperto social ha poi voluto ricordare di aver “rassegnato il 1° settembre le dimissioni dai miei ruoli all’interno della Lega. È un momento molto doloroso della mia vita, rivela fragilità esistenziali irrisolte a cui ho la necessità di dedicare tutto il tempo possibile nel prossimo futuro, contando sul sostegno e sull’affetto delle persone che mi sono più vicine”.

Mercoledì scorso era arrivata la notizia del passo indietro dello stesso Morisi dalla cabina di regia della Bestia. Notizia che il diretto interessato, in una lettera ai parlamentari, aveva confermato parlando di motivazioni personali.

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